Vibrazioni dell’anima al ritorno dall’Africa
di Fulvia Dell’Aiuto
Il viaggio è terminato, si torna a casa.
L’Africa è un viaggio che non si dimentica, ogni gesto, ogni sorriso, ogni parola offerta o ricevuta in cambio restano impressi.
Si torna a casa carichi di domande, riflessioni, punti di vista diversi; ogni cosa che facciamo, vediamo o ci troviamo a vivere adesso conosce quella realtà e questo ti permette di riuscire a vedere in modo diverso, a guardare oltre ciò normalmente ci è concesso di vedere, a sentire in un modo che prima non conoscevi.
Ogni luogo, ogni persona riesce a regalarti qualcosa di unico e prezioso.
L’esperienza a Bumbire che io paragono sempre all'”isola che non c’è” è qualcosa di difficile da poter spiegare, arrivi là dopo il singolare viaggio in barca sul lago Vittoria, durante il quale ti sembra di raggiungere un posto disabitato ma avvicinarsi e iniziare a vedere i volti dei bambini curiosi di scoprire chi sta arrivando ti regala qualcosa di straordinario.
Poi il villaggio di Mugulu lontano da tutto e da tutti, anche quello un luogo senza tempo, dove la vita si dispiega lentamente, immerso tra il verde dei bananeti e infine “In need home”, il posto in cui ogni bambino può tornare a sognare nonostante la vita nello slum, una delle realtà più dure con cui abbiamo forse avuto a che fare, là, accompagnati da alcuni volontari, abbiamo ascoltato tante storie, storie di sofferenza, storie di dolore e nei volti di chi ce le ha raccontate siamo riusciti a scorgere quanta forza risiede nel cuore di quelle madri, di quelle nonne e di quei bambini così tenaci da non sembrare neanche gli stessi quando li vediamo divertirsi dentro al In need home.
Sembra banale da dire ma è la realtà, parti carico, di materiale, vestiti, idee, torni ancor più pieno di tutto, con la voglia di fare di più per queste persone e ringraziando per aver avuto la possibilità di conoscere e toccare con mano tutto questo.




