Un sognatore con i piedi nel fango
La piccola grande storia di un “sognatore con i piedi nel fango
di Armando Zappolini
L’idea di scrivere un libro sulla piccola storia della mia vita non mi era mai passata per la mente. Chi mi conosce sa che preferisco “scrivere” relazioni, sogni, impegni che ti accompagnano ogni giorno e che trovano forza negli incontri e nelle opportunità che la vita ti presenta.
La proposta mi è stata fatta l’anno passato a Cinisi, il 7 dicembre, quando partecipavo come ogni anno al ricordo di Felicia Impastato.
Che interesse poteva suscitare la mia storia? Non pensavo e non penso che essa sia stata così importante da meritare di essere letta dalle future generazioni. Tantomeno volevo scrivere le mie “memorie”, avendo ancora (se Dio vorrà) tanta strada da fare e tanti sogni da realizzare.
Ho accettato la proposta delle “Edizioni San Paolo” per restituire dignità e una casa a tanti uomini e donne, preti e laici, che in questi anni si sono sentiti più o meno estranei nella chiesa a causa del loro impegno sociale. Tanti di loro non hanno avuto la mia fortuna, fatta da uomini e donne che hanno condiviso il mio cammino e costruito nelle parrocchie e nelle associazioni un modo bello di vivere il Vangelo; tanti hanno lasciato il sacerdozio o hanno trovato nell’impegno sociale quella strada che la chiesa aveva loro chiuso.
Poi arriva Papa Francesco e quello che appariva “strano” ritorna “normale”, la chiesa si trasforma da casa dei perfetti in “ospedale da campo”, l’impegno sociale non è più soltanto una pia opera di carità, ma elemento costitutivo della esperienza religiosa.
Sono tornato a casa! Ho ritrovato nelle parole e nei gesti di Papa Francesco quel sogno di chiesa che mi aveva accompagnato negli anni della mia formazione in seminario, che era stato annunciato solennemente dal Concilio Vaticano II e che poi però era scomparso nelle grotte carsiche di un cristianesimo molto devoto e poco aperto al mondo, che vedeva nel mondo soltanto un nemico e non un luogo da abitare e contaminare.
“Un prete secondo Francesco” è un titolo ambizioso ed impegnativo. Lo ha scelto la casa editrice. Mi piace pensarlo come uno di questi segnali che sulle nostre belle montagne indicano il sentiero e non fanno perdere la strada. Mi auguro che possa servire a chi sta camminando sulle vie di questo mondo, da prete o da laico, per trovare sempre la strada più bella, quella dove i sogni si realizzano e riempiono di gioia. Anche camminando nel fango, con sogni belli nel cuore.
